Paragyan: PRANA IN ACTION… nelle patrie galere (anno 2003)

"Le mie meditazioni hanno lo scopo di riportarvi alla vostra infanzia, al tempo in cui non eravate persone rispettabili, al tempo in cui potevate essere folli, al tempo in cui eravate innocenti, non ancora corrotti dalla società, al tempo in cui non avevate ancora appreso le astuzie del mondo, al tempo in cui non appartenevate a questo mondo, ma all'altro." Osho.

Prana in action è vivere “nell’occhio del ciclone”, uno strumento operativo con cui non v’è nulla “da fare” se non accogliere la vita e le situazioni di vita senza “rassegnazione”, sentire o comprendere che all’interno di queste ci sono insospettabili “vie di fuga” oltre le tensioni, le ansie e i problemi.Dal punto di vista dell’operatore sociale Prana in action dà ossigeno ed energia vitale a una società malata. Dentro e fuori le prigioni che segregano il corpo e mortificano lo spirito, l’esperienza del Prana nella sua semplicità e naturalezza ha un grande valore catartico, offre e indica un percorso di approfondimento e di comprensione dei blocchi energetici “incarcerati” nel corpo-psiche e riflessi nel rapporto individuo/ambiente.
Lo stato di reclusione ci porterebbe a reprimere la vitalità, a trattenere il respiro, a controllare i sentimenti e le emozioni, a rinchiuderci ancor più in noi stessi e a separarci dal mondo, ma finché c’è vita c’è… Prana e coscienza nel qui e adesso, sempre a nostra disposizione anche a partire dai limiti imposti dal carcere.

Certo è una grande limitazione non potersi muovere liberamente sulla superficie terrestre e godere di una bella giornata di sole sulla spiaggia, ma a volte un individuo in condizioni particolarmente difficili o limitanti può salvarsi grazie ad un incredibile potere che sembra sorgere dalla parte più profonda di se stesso: le sue percezioni diventano improvvisamente acute, la sua consapevolezza corporea si intensifica, emergono in lui un coraggio e un’intelligenza che in genere non possiede, un’insolita padronanza sulla mente e sulle emozioni. In una situazione eccezionale rimane solo ciò che è necessario per affrontare l'emergenza. E’ in questi “ghetti” saturi di rumori tutti uguali, eccessivi, metallici, innaturali che puoi vedere “dei fiori che nascono dal fango”.

Sia nell’area trattamentale penitenziaria che in qualunque difficile situazioni di vita, Prana in action è “la buona notizia”: che le forze spesso potenti ed intrusive che penetrano nell’individuo dallo spazio esterno possono essere individuate... e forse trasformate. Prana in action affonda le sue radici nella compassione e nell’intuizione, la sola che ci consente di capire che cosa si muove nell’animo delle persone, il senso di un volto o di uno sguardo. Il significato di un gesto o di una stretta di mano... di un momento di autentica comunicazione, la capacità di ascoltare anche quello che l'altro non dice o che non è in grado di dire.

Ma dentro una cultura punitiva e correzionalistica che promuove la colpa e rimuove il dolore e considera devianza chi che non è “normale”, parlare di alchimia della trasformazione attraverso i metodi della meditazione è forse per molti inaccettabile perchè si offrono nuovi e rivoluzionari modelli di intervento educativo ricchi di potenza trasformatrice oltre le strette conoscenze mediche e psicanalitiche. Ma sappiamo per nostra esperienza diretta che le minoranze sono portatrici di valori e di conoscenze che sfidano le convinzioni e gli idoli delle maggioranze, occorre quindi perseverare. Prana in action è attività di sperimentazione che condivide esperienze e conoscenze acquisite "sul campo" interventi e strumenti concreti per dar supporto alla ri-educazione nel suo senso più letterale ed essenziale, come una piccola candela accesa nella notte.

E’ una nuova cultura della ri-educazione oltre gli estremi dell’assoluta segregazione del mondo carcerario e del mito del reinserimento sostenuto da una visione moralistica o idilliaca. Nella vita del recluso il luogo di pena è lo stesso luogo di trattamento e di rieducazione, questo è purtroppo un dato di fatto, non ambienti ariosi e a misura umana ma strutture progettate esclusivamente secondo una logica rigidamente finalizzata alla sicurezza interna: edifici fatiscenti e malsani con nessuno spazio adatto per le attività formative, ricreative, socializzanti.

Abbiamo strutturato entro il carcere Pagliarelli di Palermo una “Buddha hall”, adesso trasferita nella sezione femminile dello stesso, idealmente essa non appartiene al carcere stesso, è un luogo dove i partecipanti possono sentirsi liberi di sperimentarsi senza sorveglianza o controllo nella condivisione, danza, meditazione dinamica o tradizionale; essi stessi gradualmente iniziano a dar valore a tale spazio e a prendersene cura. In carcere il “tempo libero” rappresenta spesso la totalità del tempo a disposizione dei detenuti; la meditazione porta il recluso alla riscoperta e valorizzazione “dell’ozio creativo” della pura presenza, cioè rilassamento senza troppe occupazioni e preoccupazioni.

Prana in action è condividere qualcosa anche quando sembra che non ci siano le condizioni per farlo, è un lavoro che a volte sembra difficile , compiuto in accordo e più spesso a dispetto di strutture amministrative rigide, di difficoltà burocratiche, di conflitti con la polizia penitenziaria ecc. ma per chi, come me, ha vissuto e vive come un “outsider”, c’è la consapevolezza che non v’è nulla da perdere, anzi Prana in action mi dà una più chiara consapevolezza nel muovermi in un ambiente energeticamente squilibrato restando dentro una navicella in cui mi sento sempre guidato e protetto come l’acqua che scorrendo aggira i massi e va col fiume.

I risultati ottenuti e le voci dei partecipanti ai corsi (disponibili nel sito www.liberidentro.it) esprimono un desiderio di libertà e un richiamo che proviene dalla parte più profonda dell’essere. Per ognuno, nella estrema varietà e differenza dei componenti del gruppo, c’è un’originale consapevolezza dei semi e dei benefici che la pratica di questi metodi porta nella propria vita.

Sw.Paragyan
c/o Sammasati - Centro di meditazione a promozione sociale.